Cosa sono DSA e BES e come riconoscerli
La sigla DSA sta per Disturbi Specifici dell’Apprendimento. Questi ultimi sono dei disturbi che rallentano l’apprendimento di un bambino a scuola e che si possono manifestare subito o soltanto con il tempo.
Quelli riconosciuti dalla legge attualmente sono:
- dislessia: quando una persona ha difficoltà a decodificare il testo scritto. Si manifesta in un ritmo di lettura molto lento e con numerosi errori;
- disortografia: quando si tende a fare molti errori ortografici banali;
- disgrafia: disturbo della scrittura di natura fisica. Si manifesta con una grafica disordinata e quasi illeggibile;
- discalculia: quando si ha difficoltà a fare calcoli numerici molto semplici ed elementari rispetto agli anni scolastici in cui ci si trova.
Differenti sono invece i BES: Bisogni Educativi Speciali. Occorre fare una distinzione del significato del termine poiché ha diversi significati a seconda del contesto.
Ad esempio, dal punto di vista della psicologia, i BES comprendono qualsiasi tipo di disturbo (compresi i DSA) e/o di difficoltà che abbia delle conseguenze nella sfera scolastica e nella vita quotidiana di un bambino. Si fa riferimento a problemi che influenzano il comportamento del bambino anche a casa con i genitori durante la quotidianità.
Dal punto di vista esclusivamente scolastico invece, con il termine BES ci si riferisce alle problematiche che non sono già riconosciute e regolate dalla legislazione (come nel caso dei DSA). L’obiettivo del BES è di tutelare e migliorare l’apprendimento e il comportamento di un bambino attraverso un piano didattico semplificato che permetta l’integrazione del bambino all’interno della classe senza che venga escluso o che rimanga indietro con l’apprendimento. Questo ultimo punto è in comune con il trattamento dei DSA.
Non basta che i BES e i DSA siano “aiutati” e seguiti a scuola, ma occorre che anche all’interno della famiglia ci sia un supporto notevole. In che modo? Ad esempio, facendo seguire i bambini da dei tutori specifici come babysitter specializzate o professionisti che riescano a seguirli anche nel sostegno dell’attività scolastica e neurolinguistica (come il doposcuola).
In Italia questi disturbi sono stati riconosciuti solo una decina di anni fa, e ancora molte famiglie e genitori vivono nell’ignoranza e nella vergogna di questi due elementi. Infatti, c’è da sottolineare che sia i BES che i DSA sono semplicemente dei bisogni diversi che si manifestano in un bambino e non degli handicap irreversibili. È necessario solo accorgersene in tempo per poter migliorare e seguire di più tali soggetti sia a scuola che nel privato.
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