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Infermieri a domicilio: prima e dopo il Coronavirus

Gli infermieri insieme a tutto il personale sanitario coinvolto, sono stati gli operatori più esposti al rischio di compromettere la propria salute durante il periodo in cui si era in piena pandemia per il Coronavirus.

Tutti gli operatori sanitari hanno lavorato senza sosta nei reparti Covid-19 su tutto il territorio nazionale: hanno triplicato il loro orario di lavoro, hanno avuto a che fare con pazienti contagiati, mettendo a repentaglio la loro salute, la salute delle loro famiglie e quella dei loro cari; hanno affrontato una situazione surreale mai vissuta prima.

Ma come è cambiato il loro lavoro durante il Coronavirus?

Gli infermieri continuano a lavorare negli ospedali, nelle case di cura e in tutti i centri sanitari con moltissime precauzioni. Sono molte le loro funzioni e le esigenze dei pazienti, soprattutto di quelli che hanno necessità di un infermiere a domicilio.

Infatti, in quest’ultimo caso, gli infermieri hanno un protocollo da seguire per intervenire in massima sicurezza nell’abitazione di un paziente. I servizi a domicilio più richiesti dal paziente sono flebo, medicazione ferite, prelievo, assistenza, perfusione ecc.

Il Coronavirus ha cambiato il ruolo dell’infermiere e molti pazienti hanno paura a far venire un professionista sanitario nella propria casa, ma le regole anti-contagio sono fatte proprio per tranquillizzare i pazienti. Tra queste: in primis mascherina e guanti, subito dopo copri scarpe e mantenere il massimo distanziamento sociale possibile fra un individuo e l’altro.

In conclusione, si può utilizzare il servizio dell’infermiere a domicilio nella massima sicurezza possibile.

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